COSA ACCADE FUORI DAL PIEMONTE?

Se ormai è noto come la legge regionale piemontese regola il gioco d’azzardo, negli articoli di cui ci siamo occupati in precedenza non è mai stato approfondito cosa accade nel resto delle regioni italiane.

Tante le regioni che hanno cercato di regolamentare il gioco d’azzardo dopo la normativa nazionale emanata attraverso il decreto legge Balduzzi, molte di esse hanno iniziato introducendo l’obbligo di corsi di formazione rivolti ai titolari degli esercizi commerciali che predispongono di apparecchi di gioco. Contemporaneamente limitando l’apertura di nuovi locali di gioco a zone che non fossero vicine a luoghi sensibili e regolamentando gli orari di apertura.

Tuttavia restrizioni come quelle messe in atto dalla regione Piemonte ovvero eliminare apparecchi di gioco presenti all’interno di esercizi vicini a luoghi sensibili entro novembre 2017 e la chiusura di luoghi preposti al gioco entro il 20 luglio 2019 hanno iniziato ad intravedersi solo a partire dal 2018.

La situazione sembra essere in fibrillazione soprattutto in quelle regioni in cui l’applicazione del “distanziometro”, ha innescato proteste degli operatori del settore e dei lavoratori.

Se Liguria e Abruzzo sono state le prime a disporre una proroga dei termini per l’applicazione del distanziometro (la prima a tempo indeterminato, la seconda al 2020), altre Regioni sono intervenute anche solo attraverso chiarimenti sulle normative in vigore o stanno valutando la possibilità di intervenire. Vediamo nel dettaglio:

EMILIA-ROMAGNA. Chiarimento da parte della Giunta regionale sull’interpretazione della delibera 831 del 2017, relativamente al distanziometro applicato a locali pubblici ed esercizi commerciali che ospitano apparecchi come le slot machine. È stato specificato che tali esercizi non sono obbligati a delocalizzare (o dismettere gli apparecchi) fino a scadenza dei contratti tra concessionari ed esercenti, prevista per il 2022 dalle gare nazionali. Non si tratta di una proroga in quanto non è stato emanato alcun atto amministrativo, ma un’interpretazione della delibera 831 avanzata dagli uffici legali regionali in sede di approvazione e ribadita in Assemblea regionale a seguito di un’interrogazione.

PUGLIA. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di modifica della legge regionale in materia di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico la (n.43 del 2013). È stata prorogata sino al giugno 2019, sei mesi oltre i cinque anni previsti, l’effettiva applicazione dell’articolo 7 della normativa, relativa all’esercizio delle attività da gioco ad una distanza non inferiore ai 500 metri dai “luoghi sensibili”. Il testo approvato prevede la proroga del termine stabilito sino all’emanazione da parte del governo di una legge organica materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico, stabilendo che non si vada comunque oltre i sei mesi.

CALABRIA. Presentato un progetto di modifica della legge regionale n.9 del 2018 per prorogare di un anno, portandolo a due (maggio 2020), il termine di adeguamento delle sale da gioco al distanziometro di 300 metri per i Comuni con popolazione fino ai 5mila abitanti e di 500 metri per i Comuni con popolazione superiore.

VALLE D’AOSTA. In controtendenza rispetto a quanto sopra descritto i propositi della Regione Valle d’Aosta: il 10 dicembre 2018 è stata approvata la proposta di legge che ha modificato la normativa regionale fino ad allora in vigore, per poter anticipare l’applicazione del distanziometro al 2019, anziché tra il 2020 e il 2023 dalle norme transitorie della legge 14 del 2015.

La Regione Lazio ha approvato norme più restrittive su giochi e scommesse, così come la Sardegna che con la legge n. 2/2019 ha approvato “Disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo”: la normativa arriva dopo le numerose ordinanze e regolamenti adottati dai comuni sardi negli ultimi anni per cercare di arginare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico.

Fonte: www.avvisopubblico.it

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